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COMITATO PARI OPPORTUNITA’
AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA
Riferimenti normativi
Ai sensi del CCNL, i Comitati per le Pari opportunità delle Aziende Sanitarie, a composizione paritetica (n.8 rappresentanti dell’Azienda e n. 8 rappresentanti sindacali e relativi sostituti, in prevalenza di sesso femminile), svolgono i seguenti compiti:
- raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che l’Amministrazione è tenuta a fornire;
- formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della contrattazione integrativa di cui all’art. 4, comma 2, punto D;
- promozione di iniziative volte ad attuare le direttive dell’Unione Europea per l’affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone, nonché azioni positive al sensi della legge n. 125/1991.
Lo stesso CCNL, prevede che, sentite le proposte formulate dai Comitati per le pari opportunità, si pongano in essere misure atte a favorire effettive condizioni di parità (tenendo conto anche della loro posizione in seno alla famiglia), dei dipendenti nel lavoro e nello sviluppo professionale, ed in particolare nei seguenti campi:
- accesso ai corsi di formazione;
- processi di mobilità;
- flessibilità degli orari di lavoro in rapporto a quelli dei servizi sociali.
- Legge 104/1992 che prevede interventi a sostegno del nucleo familiare in cui è inserita la persona disabile e misure atte a favorire la piena integrazione nel mondo del lavoro, in forma individuale o associata, e la tutela del posto di lavoro anche attraverso incentivi diversificati.
Le Aziende Sanitarie devono favorire l’operatività dei Comitati e garantire tutti gli strumenti idonei al loro funzionamento ed in particolare, valorizzare e pubblicizzare con ogni mezzo, nell’ambito lavorativo, i risultati da essi svolto.
I Comitati sono tenuti a svolgere una relazione annuale sulle dipendenti all’interno delle Aziende, fornendo, in particolare, informazioni sulla situazione occupazionale in relazione alla presenza nelle varie discipline nonché sulla partecipazione ai processi formativi.
I Comitati per le pari opportunità rimangono in carica per la durata di un quadriennio e comunque fino alla costituzione dei nuovi ed i componenti possono essere rinnovati nell’incarico per un solo mandato.
La costituzione dei Comitati per le Pari opportunità discende dalla L. legge n. 125/1991, che indica anche le azioni positive di cui all’art. n.1 comma 2, che hanno in particolare lo scopo di:
a) eliminare le disparità di fatto di cui le donne sono oggetto nella formazione scolastica e professionale, nell'accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei processi di mobilità;
b) favorire la diversificazione delle scelte professionali delle donne in particolare attraverso l'orientamento scolastico e professionale e gli strumenti della formazione;
c) favorire l'accesso al lavoro autonomo e alla formazione imprenditoriale e la qualificazione professionale delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici;
d) superare condizioni, organizzazione e distribuzione del lavoro che provocano effetti diversi, a seconda del sesso, nei confronti dei dipendenti con pregiudizio nella formazione, nell'avanzamento professionale e di carriera ovvero nel trattamento economico e retributivo;
e) promuovere l'inserimento delle donne nelle attività, nei settori professionali e nei livelli nei quali esse sono sottorappresentate e in particolare nei settori tecnologicamente avanzati e ai livelli di responsabilità;
f) favorire, anche mediante una diversa organizzazione del lavoro, delle condizioni e del tempo di lavoro, l'equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e una migliore ripartizione di tali responsabilità tra i due sessi.
L’articolo 57, Pari opportunità, del D. Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, recita al comma 1:
Le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire pari opportunità tra uomini e donne per l'accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro:
- riservano alle donne, salva motivata impossibilità, almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso;
- adottano propri atti regolamentari per assicurare pari opportunità fra uomini e donne sul lavoro, conformemente alle direttive impartite dalla Presidenza del Consiglio dei ministri;
- garantiscono la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale in rapporto proporzionale alla loro presenza nelle amministrazioni interessate ai corsi medesimi, adottando modalità organizzative atte a favorire la partecipazione, consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare;
- possono finanziare programmi di azioni positive e l'attività dei Comitati pari opportunità nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.
L’articolo 57, Pari opportunità, del D. Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, recita al comma 2:
le pubbliche amministrazioni, secondo le modalità di cui all'articolo 9, adottano tutte le misure per attuare le direttive della Unione Europea in materia di pari opportunità, sulla base di quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Funzione Pubblica.
PERCORSO
Nell’ex ASL n. 11 il primo Comitato per le pari opportunita’ uomo – donna, era stato istituito nell’ottobre 2000, operante nelle forme partecipative previste dal CCNL, ed era costituito da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie del presente CCNL e da un pari numero di rappresentanti dell’Azienda; per ogni componente effettivo e’ previsto un componente supplente.
Il suddetto Comito ha perseguito, fondamentalmente, l’obiettivo di diffondere la cultura della differenza del genere attraverso:
- la promozione del processo di cambiamento, nell’ottica di una nuova e diversa cultura aziendale, basata sul riconoscimento della ricchezza delle risorse esistenti;
- la comunicazione bidirezionale che stimola i dipendenti alla partecipazione e all’offerta del proprio contributo alla gestione aziendale.
- l’apertura di uno sportello, presso la sede legale dell’Azienda, come punto di raccolta di segnalazioni riferite ad eventi discriminanti e/o criticita’
- lo sviluppo e la pianificazione di progetti quali “SPAZIO – DONNA”, positivamente riuscito e attuato nel pacchetto del piano di azioni positive, nonche’ del progetto “BAMBINI INVISIBILI”.
A seguito dell’accorpamento delle ex ASL n° 11 di Reggio Calabria e n°10 di Palmi (L.R. 11 maggio 2007n. 9), con delibera n. 475/DG del 17/4/2008 è stato istituito il Comitato per le Pari Opportunità dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.
Il Comitato si è insediato il 2 maggio 2008 e risulta così costituito:
- Presidente-D.ssa Anna Maria Danaro
- Vice Presidente- D.ssa Anna Bagalà
- Segretaria- d.ssa Santa Falzea
- Rappresentante Delegazione trattante –d.ssa Maria Latella
Rappresentanti Azienda
Effettivi |
Supplenti |
Nominativo da sostituire |
Moscardini Armida |
Condello Pia |
Squillace Maria |
Cosentino Francesca |
Giuffrida Sandro |
Crisalli Giuseppa |
Battaglia Maria Antonia |
Nicolò Adelaide |
Pontari Francesca |
Presti Melchiorre |
Delfino Maria Rosaria |
Arfuso Ornella |
Salvadori Filomena |
Santisi Maria Agatina |
De Stefano Caterina |
Rappresentanti Sindacali
Effettivi |
|
Supplenti |
Latella Maria |
FIST CISL |
Falzea Santa |
Romeo Pasquale |
FIST CISL |
Carpentieri Salvatore |
Ciafone Maria |
CGIL |
Palumbo Maria Carmela |
Ietto Rosalba |
CGIL |
Polo Ines |
Bagalà Anna |
ANAAO |
Rondanini Vincenzo |
Danaro Anna Maria |
FIALS |
Cilione Fortunato |
Caridi Angela |
FIALS |
Iannino Rosa Maria |
Iaria Demetrio |
COSIME |
Famà Domenica |
3 settembre 2008 |